CNA Avezzano

Contatori dell’acqua

Intervento del Direttore Pasquale Cavasinni
E’ risaputo che le reti idriche di diverse città marsicane sono un “colabrodo” e che bisognerebbe intervenire decisamente sulle stesse per poter evitare innumerevoli dispersioni. In alcune città marsicane i contatori sono funzionanti o semplicemente installati come in alcuni rioni della stessa città di Avezzano dove, però, o non sono operativi o comunque l’acqua non arriva nelle abitazioni.

Anche per gestire questo servizio i nostri amministratori si sono dotati di organismi e Strutture funzionali come L’Ente d’ambito e il Consorzio acquedottistico.

In molti rioni di Avezzano l’acqua arriva solo per poche ore al giorno, tant’è che la quasi totalità delle abitazioni sono dotate di serbatoi e impianti di sollevamento quindi con un aggravio di spese per gli utenti.

Nonostante i filtri e le particolari e periodiche manutenzioni a cui sono soggetti tali impianti, sempre con un’aggiunta di spese, questi impianti non possono garantire la genuinità dell’acqua e quindi la maggior parte dei cittadini sono costretti ad acquistare l’acqua minerale spendendo altri soldi. In alcune strade cittadine le linee principali delle condutture sono state realizzate a totale carico dei residenti e dopo cedute al comune. E, comunque, le utenze hanno un costo pro-capite a famiglia di circa duecento euro l’anno.

Se moltiplichiamo il costo dell’allaccio per le circa ventimila utenze solo della città di Avezzano, riscontriamo che, ogni anno, questo “disservizio” costa alla collettività oltre i quattro milioni di euro!

La cosa paradossale è che, nonostante questi introiti, chi amministra tale gestione propone d’installare i contatori e di far pagare anche il costo degli allacci al cittadino.

Io credo che questo sia veramente troppo.

L’esigenza di installare i contatori è dell’Ente gestore che pensa, evidentemente, di organizzare in questo modo e rendere più funzionale il servizio e per questo è giusto che si accolli i relativi oneri, peraltro con le entrate derivanti dalla contribuzione della collettività, ma almeno, in questo modo, i cittadini non sarebbero gravati di un costo aggiuntivo. Non so se esista una legge che obblighi le amministrazioni ad installare i contatori, ma se esistesse vuol dire che fino ad oggi è stata elusa.

Di certo esiste, invece, il diritto dei cittadini ad avere l’acqua che, come tanti altri diritti, purtroppo resta solo teorico.
Oltretutto, a fronte di un costo annuale a famiglia per approvvigionamento idrico sia per i servizi che per cucinare, lavarsi o poter lavorare come nel caso dei laboratori o esercizi pubblici, senza esagerare di circa settecento euro e nonostante nel nostro territorio esistano delle falde acquifere ancora ricche, gli Enti costituiti per garantire questo servizio non sono in grado di affrontare e risolvere la questione.

Io credo che un amministratore, pubblico o privato che sia, nel momento in cui prende atto dell’inefficacia della sua azione o del fallimento della sua gestione perché non riesce a raggiungere l’obiettivo prefissato, non dovrebbe cercare di scaricare colpe e responsabilità sugli altri, ma dovrebbe o cambiare strategia e piani industriali o dimettersi e fare posto a nuovi uomini e nuove idee.

Ed allora perché i cittadini, oltre a non poter godere della bevuta di un buon bicchiere d’acqua che sgorga dal rubinetto di casa propria e oltre a pagare puntualmente la gabella al Consorzio acquedottistico, dovrebbero pagare ulteriori trecento euro circa per un contatore che chissà per quanti anni ancora non misurerà un bel niente fino a quando l’acqua finalmente, mi auguro, arriverà in tutte le case? Per questo non credo che l’installazione dei contatori risolverà il problema e soprattutto sono fortemente contrario al che i costi relativi agli allacci sia a carico dei residenti. Non è possibile che a pagare debbano essere sempre i più deboli e i cittadini indifesi.
Non è possibile che chi ha riscosso la fiducia dei cittadini ed è diventato amministratore, con tante belle promesse e tanti bei propositi, al momento di individuare soluzioni per superare le difficoltà operative, non sappia fare altro che imboccare la strada più comoda: addossare al cittadino nuove spese.

E’ giunto il momento in cui tutti si assumano le proprie responsabilità.